Cose Semplici e Banali








...e se fossimo noi ad esser sbagliati
e se fossimo noi pazzi e malati
hai il coraggio o no?
Cose semplici e banali per riconciliarmi
con gli anni sprecati e dentro ci sei tu...

doppio titolo, unico post.
Giorni tormentati, di quelli che periodicamente riaffiorano.
Notti insonni divorato da pensieri che, con tanta maestria, seppellisco nel profondo.
A costruirci sopra una casa rimarrebbero sempre lì e puntualmente sbucherebbero fuori in maniera random.
La questione è delicata e complessa.
Dentro ci sono rapporti familiari compromessi, insicurezze, scelte di vita, domande (mai) poste e tante di quelle cose che, pensavo potessi controllare ma, mi sono sfuggite di mano.
Quando tutto ha avuto inizio io non riesco neanche più a ricordarlo e probabilmente, ormai, non ha neanche molta importanza. Il punto è che per quanto riesca a muovermi,per quanto faccia per guardare avanti, rimango fermo, immobile.
Paralizzato, inerme, se vogliamo inerte.
Chiudo gli occhi e cerco di immaginare ancora una volta la strada come l'avevo immaginata per me.
C' era un tempo in cui ero sicuro, l' errore forse stava nell' avere un quadro incompleto, era come guardare l' orizzonte ignorando che oltre ci sarebbe dovuto essere qualcos'altro e adesso sono fermo a pochi passi dal punto che avevo immaginato, nella difficoltà oggettiva di raggiungerlo. Superarlo.
Che ne sarà di me?
Quale sarà la strada e, sopratutto, dove mi porterà?
Queste sono domande che per non minare la mia, almeno apparente, tranquillità cerco di farmi sottovoce.
A farsele sottovoce, nel brusio generale che quotidianamente ci circonda, c'è di buono che non si sente niente e passano i giorni e sei sereno, ti guadagni da vivere, mandi avanti tutto e hai un obiettivo davanti a te.
Di contro quell' obiettivo rappresenta le tue Colonne d' Ercole che limitano il tuo raggio d'azione, limitano le tue possibilità e ti danno quella finta sicurezza che giorno dopo giorno ti uccide.
E' strano, da sempre affermo che scrivere ha su di me un potere terapeutico. E' un modo per zittire il rumore esterno e tuffarmi dritto in quello che sento nel profondo ed è ancora più strano è rendermi conto, adesso, di come avevo iniziato il post ponendomi una determinata domanda e di come la risposta sia in fondo così vicina, così chiara e ancora così univoca.
Volevo scrivere di scelte da fare, di decisioni da prendere, di pro e contro da valutare, di come fosse più facile fare qualcosa e di come allo stesso tempo fosse difficile da spiegare.
La risposta è qui.
Non mi mancherà il coraggio, la forza di volontà neppure: attraverserò, presto, le Colonne d' Ercole e saprò cosa mi aspetta portando, al di là, tutto quello che mi rende felice e vivo.
Un passo alla volta e mi mancano solo tre passi.


  
PopKillsOurSouL
Scritto alle 20:13 di martedì, 21 aprile 2009
in: all the good children go to hell


permalink | Leggi i commenti (7)

Commenti
#1    06 Maggio 2009 - 19:19
 
c'è stato un momento in cui mi sono sentita esattamente così, con solo tre passi da fare.
Ho la stessa determinazione e la stessa volontà di quel momento, ma i passi son di più.
Ti auguro di poter fare i tuoi prima che si moltiplichino.
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#2    07 Maggio 2009 - 10:28
 
Mi sembra di sentire me, e la maggior parte delle persone che conosco. Mi sembra che in questo periodo ci troviamo un po' tutti come ti senti tu...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente saltonelvuoto

#3    07 Maggio 2009 - 10:28
 
I passi che dovrei fare sono almeno 10...gente attorno permettendo...(sì sempre loro che mettono il freno)
Non mollare
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DoogieDog

#4    07 Maggio 2009 - 17:27
 
tre passi sono solo l'inizio...
e passo dopo passo si compiono grandi distanze
utente anonimo

#5    07 Maggio 2009 - 23:16
 
Scrivere in nero aiuterebbe ad essere meno confusi e più felici, soprattutto me...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kiara75k

#6    13 Maggio 2009 - 08:09
 
E' vero, scrivere ha un potere terapeutico... e un valore inestimabile. Dopo tutto che cosa rimane di noi? Ricordi, nomi... parole.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente strega29

#7    09 Giugno 2009 - 22:26
 
Per me scrivere equivale a viaggiare, viaggiarsi dentro...non si finisce mai di camminare, cadere, rialzarsi, a volte volare, perdere qualche piuma, rattopparsi le ali...andare avanti, sognare, anche. Un abbraccio.
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