Sono nato nel '76.
Gli anni '80, quelli della mia infanzia, li ricordo come quelli del boom dell' eorina: giocare nei parchi era un pericoloso esercizio di disobbedienza verso i genitori, ti ritrovavi a calpestare l'erba scansando mucchi di siringhe.
Gli anni '90 li ricordo come quelli in cui, cazzo, si era grandi ormai, capaci di discorsi filosofici, grandi speranze e nobili intenti, ma allo stesso tempo si era piccoli, tanto da non sentire pressioni di tempo, di responsabilità e problemi incombenti.
Il primo decennio del 2000, questo, che porca miseria è quasi del tutto andato, è corrisposto al prendere coscienza della realtà delle cose, lotte interiori con fantasmi e imprevisti, cadute e risalite, crisi interiori e crescita.
Sono nel 2009, l'anno che prannuncia la grande crisi globale, quella del crollo dei mercati finanziari, quella dello sbugiardamento delle grandi logiche dettate dai principi della macroeconomia.
Certo, se pensi che nel secolo scorso il primo cinquantennio è stato caratterizzato dalle due grandi guerre allora c'è di che essere ottimisti e, a proposito, in tv, il governo e i suoi rappresentanti di turno, parlano di ottimismo, ottimismo come arma per combattere la grande crisi e mi viene in mente lo slogan di una pubblicità di qualche anno fa...
Semplicemente Afterhours.
Coraggiosi ad andare in quel contenitore televisivo. Coraggiosi ad andarci freschi di rottura con la Universal e quindi senza casa discografica alle spalle ma sopratutto coraggiosi nel mettere alla mercè di tutti un piccolo pezzo capolavoro. Quattro minuti che hanno provato a squarciare il qualunquismo, e poi di nuovo "il paese sa affondare/ tutto intorno a te a ballare"
Da quando sto con Lei ho scoperto (ho imparato, mi ha insegnato) tante cose che, neanche lontanamente avrei mai immaginato, di scoprire (imparare, farmi insegnare). Dall' importanza di abbinare i colori quando ci si veste (confesso che prima adottavo la teoria del "quel che c'è sotto non si vede: i primi due calzini e le prime mutande che saltano fuori dal cassetto le metto) alla modalità di preparazione di diverse torte e dolci (colmando, così, le mie lacune culinarie) spaziando per un' infinità di altre piccole e grandi cose che non sto qui ad elencare.
L' altro ieri ho imparato che l' odiata (per lo meno da me) festa di S.Valentino può assumere connotati inaspettati e un significato profondo.
Ed è stato così inaspettatamente che il significato si è palesato mentre seduto su una panchina, consumavo il mio panino, nei primi cinque minuti della mia pausa pranzo.
Cose che già sapevo, cose che, come le cose che si sanno, a volte si danno per scontate, cose che fanno la differenza.
Sei, per me, "la differenza".
Il Paese è reale
Dici sempre le preghiere
Conti sempre fino a dieci e
Preghi ancora che
Non tocchi a te
Decidere
Piangi fermo in tangenziale
Inseguivi una cazzata
Era splendida e dorata
Fresca e avvelenata
Ma il paese da affondare
Tutto intorno a te a ballare
Bestemmiando disprezzare
E riderci un po’ su
E tu vuoi far qualcosa che serva
E farlo prima che il tuo amore si perda
Non ti accorgi che se lo vuoi tu
Quel che valeva poi non vale più
Se ti han detto resta a casa
Vola basso non scocciare
Se disprezzi puoi comprare
Se vale tutto niente vale
Se non sai più se sei un uomo
Se hai paura di sbagliare
Se hai voglia di pensare
Che fra poco è primavera
Adesso fa qualcosa che serve
Che è anche per te se il tuo paese è una merda
C’è una strada in mezzo al niente
Piena e vuota della gente
E non porta fino a casa
Se non ci vai tu
Io voglio fa qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva
Dir la verità è un atto d’amore
Fatto per la nostra rabbia che muore
Afterhours
da un'intervista pubblicata su rockit (il testo completo lo trovate
qui )
è la storia di una persona che aveva dei sogni e che scopre che questi sogni erano spazzatura proprio perché, lì fuori, il paese è reale - nel senso che la realtà è diversa da quella dei suoi sogni. La realtà è diversa, ci sono cose più urgenti da fare, altre cose più importanti da raggiungere, altri ruoli da avere, magari meno altisonanti, ma più nobili da un certo punto di vista. E in quel momento si trova completamente isolato all'interno di quello che lo circonda perché tutti gli altri hanno altri obiettivi, fra i quali quello di affondare bestemmiando e brindando e ballando così come sembra fare questo paese adesso. Sembra il Titanic. Stiamo affondando e tutti stanno a ballare. C'abbiamo tette e culi in televisione... e noi andiamo a vederli da vicino! (risate) Insomma, questa persona si rende conto che vuole fare qualcosa di utile, non solo per sé stesso ma anche per quello che ha intorno e prende coscienza di una profondità diversa. È un testo attivista, quasi "interventista": fai, fai, anche nel tuo piccolo, ma fai! E nel nostro ambiente - e io a te posso dirlo che certe cose le sai - quando parlo con altri giornalisti non le capiscono, cioé parlano proprio un'altra lingua. Però nel nostro ambiente, purtroppo, lo sai benissimo, una delle cose più brutte è la mancanza di attivismo, la mancanza di prese di posizione, se non sono quelle carbonare del tipo: il mio orticello è più bello del tuo.
E' un' indecenza.
E' indecente come tutti si sentano in dovere di mettere bocca su una vicenda del tutto privata, è un' indecenza come nonostante il pronunciamento (sentenza passata in giudicato) del massimo organo competente (corte di appello, confermata dalla corte di cassazione) si cerchi in ogni modo di fare qualcosa di diverso, è un' indecenza l'arroganza del nostro governo di ricorrere a vie incostituzionali per bloccare un atto dovuto e necessario.
E' indecente l'intromissione del vaticano che anzichè limitarsi a dare una propria opinione preme fortemente per vedere riconosciute le proprie istanze dogmatiche.
E' indecente come i principali mezzi di informazione (leggi tv) dedichino dai cinque ai dieci minuti alla vicenda indorando le informazioni, riportando dichiarazioni mitigate e spezzettate, al fine di far passare il tutto come un semplice dibattito etico e politico.
E' indecente il fatto che si stia mettendo in discussione la Costituzione Italiana, non è accettabile che si strumentalizzi una vicenda così dolorosa e personale per accattivarsi favori di ambienti ecclesiali e allo stesso tempo per creare precedenti pericolosi.
E' indecente sovvertire una sentenza passata in giudicato in virtù di un bene superiore.
E' indecente come nel 2009 potere giudiziario e potere legislativo siano asserviti al potere esecutivo e ancor di più indecente è l'asservimento del potere esecutivo agli interessi "del" singolo.
E intanto passa in un lampo la notizia della riforma della giustizia, è al varo una norma che prevede che dopo l'assoluzione di primo grado non si possa più ricorrere in appello.
E passa in un lampo così come è passata la riforma dell'istruzione che di riforma aveva solo il nome e che più che dell'istruzione si potrebbe dire che sia stata di distruzione di quanto di buono ci poteva essere in Italia.
Ma intanto c'è la crisi, e i tg riportano le notizie provenienti dal versante cai che rimbalzano tramite i ripetitori mediaset e piombano direttamente nella casa del grande fratello, ci si indigna e ci si infervora per una hostess che perde o non perde il posto, si dibatte nei salotti televisivi di una furibonda lite culminata nel lancio di un bicchiere e fa notizia l'aggiornamento del paniere istat in cui finalmente è presente la penna usb...
E' indecente come si cerchi di instaurare un regime, è triste accorgersi che non è poi così difficile se la gente non alza la testa e tira fuori la voce.
Sono Italiano, credo in unico Dio, ho delle mie convinzioni ma sopratutto credo nell' autodeterminazione dell'individuo.
Sia ben chiaro, qui lo sparo ai quattro venti, se mai dovesse succedermi qualcosa che vada a ledere le mie capacità cerebrali io voglio morire, non voglio che nessuno cerchi di salvarmi, non voglio che estranei tutelino la mia vita.
Sono in fiume in piena di pensieri, sensazioni, parole non dette ma la sveglia è alle sette e credo che lascerò il tutto in circolo ancora un pò...